
Scheda di San Giovanni Battista (Vado)
(Edita dal CORTY - anno 1850)
TOMO IV
Nei bassi tempi la regione montana del Bolognese irta per così dire di munite Torri, e di fortilizii; nè luogo che presentasse un punto che no fosse ben presto di potente famiglia, o da alcun capo fortificato.
Era fra questi Vado ove sorgevano forti e popolati Castelli muniti di torri, che ne' deplorabili tempi delle fazioni Guelfa e Ghibellina strazianti l'Italia, difendevano il passo di quà e di là dal Torrente Setta dalle scorrerie delli opposti fazionarii.
Esisteva Vado nel nono Secolo ed avevasi unita Gugliare detta allora Villa Cucurana.
Appare questo da diploma di Carlo il Grosso emanato nel 887 in favore di Wichodo Vescovo di Parma, e Wulgunda o Golgonda Abbadessa, e a quali conferò egli il dominio di tuttochè loro era stato donato, o conceduto in enfiteusi o livello da' Romani Pontefici, dall'Arcivescovo di Ravenna, o da' Vescovi Bolognesi in tutta la Pentapoli, e nella Romagna, accennando in esso ancora Vado colla Villa Cucurana, abbenchè nè alla Pentapoli, nè alla Romagna appartenessero.
Dominarono questa regione li potenti Conti da Panico, e fra questi fuvvi un Trepaldo di Simone un dì cui discendente fu nel 1313 fra i citati da Enrico VII come ribelle all'Impero.
Nè mancò Vado de' suoi Eroi poichè nel 1291 alli 13 di Decembre Uguzzone di Ubertino da Vado fece dono d'ogni sua sostanza all'Ospitale di Livergnano dedicando la propria persona al servigio del medesimo e restringendosi alla sola sua alimentazione.
Il dominio poi de' Conti da Panico di questo distretto più chiaramente apparisce da un Istromento di compra del 1311 a Rogito di Giacomo Francoli poichè nominandosi in esso due Signore maritate in Casa Lambertini cioè Margherita del Conte Verardo da Vado, e Betisia di Ugolino da Vado si soggiunge rispetto alla prima dopo la parola Vado o sia da Panico.
Intesi però li grossi Municipii nel Secolo XIII a togliere le soperchierie d'ogni Tirannuccio di Montagna il Consiglio di Bologna ordinò nel 1323 che fosse demolita la Rocca di Vado, ed ogni altra Torre sparsa per quel Contado.
Trovasi questa Chiesa nel Campione della Mensa Arcivescovile di Bologna nel 1378 tra quelle del Plebanato del Pino, ed in allora nomavasi S. Giovanni Battista di Serenico.
Aveva però anch'essa il titolo di Pieve, ma senza alcuna giurisdizione ed il di lei parroco avevasi il titolo di Arciprete, come conserva a tutt'oggi.
Fu dipendente dal suddetto Plebanato sino al 1582 nel qual anno avendo il Cardinal Gabriello Paleotti in nuova Pieve eretta la Chiesa di S. Giovanni Evangelista di Monzuno, alla giurisdizione di questa fu sottoposta, e tutt'ora vi resta.
Apparteneva anticamente il di lei Giuspatronato al Conti di Panico, a quali successero i Lintrù, i Panzacchi, i Poggi, e qui da ultimo li Fratelli Francesco ed Angelo Arrighi, che nel 1817 presentarono il Rettore D. Antonio Nanni.
Trovavasi questa Chiesa per la sua antichità a sì miserando stato ridotta, che eletto a Rettore della medesima nel 1721 l'ottimo, generoso, e zelante Sacerdote Don Gio. Battista Cevenini imprese a riedificarla, e valse nel suo lungo ministero che fu di circa dieci lustri e cioè dal 1721 al 1768 a ricostruirla da' fondamenti, portandola a maggiore aletzza e con volto.
E' lunga Piedi quaranta, larga Piedi diecinove ed ha tre altari.
Il maggiore che è di finissimi marmi fu acquistato dal penultimo Arciprete Don Luigi Conti, ed esisteva nella Chiesa di San Francesco di Bologna.
Questa maggiore Cappella ha il Coro con cornice ad arco e come suol dirsi a Catino dipinto elegantemente a Cassettoni.
E' fornita pure di eccellente Organo che posa al disopra della maggiore porta.
Il Battistero di cui è insignita questa Chiesa è di marmo.
Per cura dell'attuale Arciprete Don Antonio Nanni stanno nel campanile quattro campane opera del Rasori, le quali fanno un eccellente armonioso accordo.
La tavola del maggior altare rappresenta il Precursore che è il Santo titolare della Chiesa.
Quella del minore a destra è sacro alla B.V. del Carmine, e nell'altro a destra ai Santi Giuseppe ed Antonio.
Tre oratori esistono nel Circondario di questa Parrocchia.
- Il primo è dedicato a S. Giovanni Nepomuceno, in luogo detto - il Persochetto - Fu fabbricato nel 1756 dal Sacerdote Don Antonio Maria Fanti, alla di cui famiglia spetta anche al presente.
- Il secondo sacro alla SS. Annunziata in luogo detto - la Creta - fu eretto sul finire dello scorso secolo dall'altro Sacerdote D. Antonio Nanni, che nel 1791 essendosi per sventura ridotto in estreme angustie, e quindi venuto meno alla di lui conservazione, venne sospeso.
Ma poi dalla Famiglia Conti di Vado succeditrice ai Bortolotti già Eredi Nanni ristaurato, tornoò all'uso del divin culto.
- Il terzo dedicato a S. Antonio da Padova in luogo detto - Cà di Bocchino - fu eretto dalla Nobile Famiglia Castelli Leoni per privato loro uso dopo la metà del Secolo XVIII ma pervenne qui da ultimo alla Famiglia Cinti.
E' distante da Bologna Miglia 16.
Il di lei territorio non è molto ferile, e la popolazione ascende a circa 500 abitanti.
E' sottoposto al Governo di Lojano, e confina colle Parrocchie di Villa d'Ignano, Monterumici, Monzuno, S. Nicolò della Gugliara.
La festa titolare di questa Chiesa cade il 24 Giugno.
Regge questa Arcipretal Cura il Molto Reverendo Don Antonio Nanni che al titolo di Arciprete titolare, unisce quello di Vicario Foraneo; uomo la di cui modestia sono soffre elogii.
(Firmato: Dotto. Luigi Aureli)